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Presentazione

Nel corso dei secoli e con particolare rapidità dal dopoguerra ad oggi il paesaggio rurale ha cambiato natura, forma ed identità, nei suoi rapporti non solo con l’agricoltura ma anche con i processi di natura urbana e produttivi extra-agricoli. Anche laddove strutture e infrastrutture sono andate sovrapponendosi alla matrice paesaggistica rurale creando un amalgama di estesa conurbazione, la permanenza, seppure parziale, di caratteri agrari e di elementi paesaggistici tradizionali costituisce un forte carattere distintivo e un potenziale punto di forza, così come l’oggetto di una delle più grandi e complesse sfide progettuali e programmatorie contemporanee: sapere interpretare tali spazi superando una concezione urbanocentrica che vede attribuire ruoli residuali e ancillari all’agricoltura, pur tuttavia non rifiutando né ignorando le forti “contaminazioni” urbane laddove presenti.
Per quanto i sistemi insediativi sia urbani che rurali siano soggetti a continue trasformazioni, i segni del paesaggio testimoniano un’identità di geografia e cultura unica, un testo unico e fragile dal linguaggio universalmente comprensibile, un hic et nunc in cui risiedono l’originalità e la memoria che chiede di essere indagato, conosciuto, rispettato. Questo pone nuove sfide per il rapporto tra città e campagna.
I contributi analitici, progettuali e gestionali dei diversi saperi disciplinari possono e devono sempre più integrarsi, non solo per disegnare il futuro del territorio rurale, ma anche per qualificare gli spazi aperti delle città e per strutturare il sistema verde cittadino e delle periferia come una rete di infrastrutture e elementi naturali in grado di connettere ecologicamente e socialmente la città alla campagna. Ancora, per perseguire una sempre maggiore integrazione del verde nella tecnologia edilizia, a produrre soluzioni e spazi che sono sempre più architetture che vivono. Per valorizzare gli spazi di cerniera tra città e campagna, al tempo stesso strategici e fragili da un punto di vista sia ecologico che economico. In sintesi, per pensare una nuova dimensione urbano-rurale.
La seconda sezione AIIA e RURALIA hanno ritenuto pertanto di interesse promuovere un’iniziativa di convergenza di studi di diversa estrazione tecnico-scientifica per discutere del contributo dell’ingegneria agraria al tema della nuova dimensione “urbano-rurale”, considerato come destinatario comune delle molteplici attività conoscitive, progettuali e pianificatorie maturate e che si vanno sviluppando.

Convegno promosso e organizzato da:

AIIA (Associazione Italiana di Ingegneria Agraria) - Seconda Sezione
RURALIA (Associazione Italiana per il Recupero Unitario delle Realtà Agricole e dei Luoghi) - Nodo felsineo 

Con il patrocinio di:

Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna
Uniscape (Rete Europea di Università per l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio)
Regione Emilia-Romagna
Comune di Imola
Ordine Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Bologna
Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori di Bologna
INU (Istituto Nazionale di Urbanistica)
AIAPP - Sezione Triveneto Emilia-Romagna
IPSAPA (Associazione Interregionale Partecipazione e Studi in Agribusiness Paesaggio e Ambiente)

Con il contributo di:

Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Media partner

PAYSAGE Architettura del Paesaggio

Comitato scientifico

Antonino Failla, Vincenzo Mennella, Giacomo Scarascia Mugnozza, Pierluigi Bonfanti, Alessandro Toccolini, Patrizia Tassinari, Franco Zagari

Comitato organizzatore

Giacomo Scarascia Mugnozza, Pierluigi Bonfanti, Luigi Vannini, Patrizia Tassinari, Daniele Torreggiani